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F.S. Gr. 670 - 671

F.S. Gr. 670.009
Fanali ad olio, con piattaforma anteriore, tender acqua a tre assi, colore nero/rosso, anni ‘20. Portellone camera a fumo apribile, tetto removibile, bocchettoni acqua del tender apribili, porte cabina locomotiva apribili e porte cabina guardiola del tender apribili. Cilindri interni completi di bielle ed albero motore a collo d’oca .

F.S. Gr. 670.018
Fanali ad olio, senza piattaforma anteriore, tender acqua a tre assi, colore nero/rosso, anni ’20. Portellone camera a fumo apribile, tetto removibile, bocchettoni acqua del tender apribili, porte cabina locomotiva apribili e porte cabina guardiola del tender apribili. Cilindri interni completi di bielle ed albero motore a collo d’oca .

F.S. Gr. 671.011
Fanali ad olio, con piattaforma anteriore, tender acqua a tre assi, colore nero/rosso, anni ’30. Portellone camera a fumo apribile, tetto removibile, bocchettoni acqua del tender apribili, porte cabina locomotiva apribili e porte cabina guardiola del tender apribili . Cilindri interni completi di bielle ed albero motore a collo d’oca.
Rispetto a F.S. Gr. 670 la FS. Gr. 671 presenta il coperchio camera a fumo tronco conica, gruppo cilindri con valvole multiple del Papa diverse; carboniera ed interni cabina e corrimano su pancone differenti.

F.S. Gr. 671.020
Fanali ad olio, senza piattaforma anteriore, tender acqua a tre assi, colore nero/rosso, anni ’30. Portellone camera a fumo apribile, tetto removibile, bocchettoni acqua del tender apribili, porte cabina locomotiva apribili e porte cabina guardiola del tender apribili. Cilindri interni completi di bielle ed albero motore a collo d’oca.
Rispetto a F.S. Gr. 670 la FS. Gr. 671 presenta il coperchio camera a fumo tronco conica, gruppo cilindri con valvole multiple del Papa diverse; carboniera ed interni cabina e corrimano su pancone differenti .


F.S. GR. 670
La locomotiva a vapore del gruppo 670 fu una realizzazione tecnica di avanguardia che la Rete Adriatica sviluppò alcuni anni prima del passaggio dalle sua rete alle Ferrovie dello Stato allo scopo di risolvere alcune problematiche più importanti tipiche della trazione a vapore.


R.A. 5031 Rete Adriatica

Ad esempio la necessità di aumentare della potenza richiedeva un allungamento del forno e quindi un allungamento della locomotiva. La soluzione adottata, cioè l'inversione della locomotiva, permetteva di utilizzare lo spazio del carrello per sistemarvi sopra, sia il forno che la cabina di guida; il tutto entro un rodiggio 2-3-0. La soluzione tradizionale avrebbe richiesto quanto meno un 2-3-1.

La cabina anteriore permetteva al macchinista una migliore visibilità della linea nelle lunghe gallerie della Milano-Roma, linea nella quale la 670 avrebbe prestato servizio. Altro problema era contenere al massimo i gravi, e spesso tragici, problemi respiratori del personale di macchina che vi prestava servizio nei tratti in salita delle gallerie.





La locomotiva venne presentata all'Esposizione Universale di Parigi del 1900 con il numero di 3701 destando grande interesse e accendendo anche tante controversie tra gli ingegneri ferroviari dell'epoca. La rete francese dell'Ovest volle effettuare delle prove tecniche sulla propria rete; la locomotiva venne provata sulla Parigi-Le Mans e sulle line per Rouen e Evreux con risultati apprezzabili raggiungendo i 126 chilometri orari con un treno di dieci carrozze. Le locomotive derivate da questo prototipo in ben due serie diverse, nonostante la buona riuscita, rimasero un esempio unico.

Il progetto venne ripreso nel 1910 dalla Southern Pacific, che negli Stati Uniti gestiva linee ferroviarie acclivi e tortuose con lunghe gallerie, con grande successo e gradimento da parte del personale di condotta.



La “Mucca”

Le locomotive erano a vapore saturo a doppia espansione e 4 cilindri, due interni e due esterni. La caratteristica piu' appariscente era il tender, in realtà essenzialmente un vagone cisterna munito di garitta. Forse questa disposizione fu la causa che le fece affibbiare il nomignolo che la caratterizzerà per sempre "La Mucca",dando l'impressione di una mucca col vitellino appresso. Il carico di carbone invece era posto lateralmente della caldaia.

Dal Gruppo 670 vennero realizzate le F.S. Gr. 671 con l’opera di trasformazione a vapore surriscaldato, che non comportò la contemporanea sostituzione dei gruppi cilindri originari che vennero equipaggiati di valvole multiple tipo Del Papa.



Il nuovo generatore venne dotato di una tubiera differente e di un surriscaldatore Schmidt che portò la potenza delle locomotive così trasformate dagli 870 CV fino a 1.000 CV. Le 670 e 671 furono dimesse a causa numerosi di svantaggi come l’impossibilità di verificare problemi di fuzionamento della macchina in corsa e a causa della difficoltà di caricamento del carbone nella caldaia.